Atlante di Torino


 
 

Vie e luoghi della vecchia Torino che non ci sono più,

o hanno cambiato nome, ma non sono stati dimenticati.


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image-1CONTRADA DELLA CACCIA
Contrada scomparsa con lo sventramento per la sistemazione della nuova via Roma. Era un breve tratto di strada che congiungeva la contrada della Palma (via Viotti odierna) con la contrada Nuova (via Roma). Sebbene non allineata, perché spostata verso piazza Castello, era la prosecuzione della contrada del Monte di Pietà. Prima si chiamò contrada dell'Anitra poi, quando si aprì l'albergo della Caccia Reale, prese questo nome.



image-1CONTRADA DEI CALDERAI
Individuabile circa dove ora è la via Quattro Marzo, presso l'osteria della Corona Grossa. Scomparve con lo sventramento avvenuto alla fine del XIX secolo. Sotto la dominazione francese venne battezzata rue des Chau­dronniers.







image-1CONTRADA E PIAZZA DEI CALZOLAI
Era la prosecuzione della contrada del Gallo, dall'incrocio di questa con la contrada dello Spirito Santo e Quattro Pietre, fino alla piazza San Giovanni. Scomparve nello sventramento per l'apertura dell'odierna via Quat­tro Marzo. Ebbe anche nome di contrada del Cappel d'Oro da un albergo di tal nome colà esistente. Durante l'occupazione francese fu battezzata rue des Cordonniers. La piazza dei Calzolai era più conosciuta come piazza della Corona Grossa, dal nome di un albergo.





image-1 VICOLO E CORTILE DEL CAMELOTTO O GAMELOTTO
Il vicolo che immetteva nel cortile si apriva in via San Tommaso ove al numero 3 c'era l'albergo del Camelotto. «Camelòt » era il nome dato ad una qualità di panno leggero tessuto con pelo di cammello in origine e poi anche con pelo di capra. In questo cortile si svolgeva il mercato del pesce salato, delle mandorle e frutta secca. C'era anche un'effige della Madonna con portello di vetro, ricca di cuori ex voto.

CONTRADA DEL CAMELOTTO O GAMELOTTO
Secondo il Cibrario così si sarebbe chiamato anche quel tratto della con­trada di San Tommaso fra le contrade del Monte di Pietà e di Dora Grossa, che già denominata degli Ebrei, fu detta più tardi degli Argentieri o degli Orefici. Il nome le derivò dall'albergo del Camelotto o Gamelotto esistente al numero tre. Non è da escludersi che all'albergo il nome fosse derivato da un deposito di camelotto, qualità di panno leggero tessuto con pelo di cam­mello o anche di capra.


image-1CONTRADA DELLA CAMPANA
Vicolo che metteva in comunicazione la contrada della Palma (via Viot­ti), con quella dei Due Buoi (ultimo tratto di via Monte di Pietà) attraverso l'isola di San Mattia. Derivava il nome da un albergo sito nella contrada della Palma, al numero diciotto.

 



 

 

image-1RUE CAMPANA
Così vennero ribattezzate con un nome unico, durante la dominazione francese, le due contrade del Carmine e del Senato (via Corte d'Appello).






image-1CONTRADA DEL CANALE
Così era chiamata l'odierna via Giacinto Carena aperta nel 1854. Aveva tratto il nome dal canale del Martinetto che la fiancheggiava per un tratto.









image-1CONTRADA DEI CANESTRELLI
Così fu anche chiamata la contrada della Palma (via Viotti), traendo tal nome dall'albergo dei Canestrelli ivi esistente.

 

 

 

 




image-1 image-1CONTRADA DEL CANNON D'ORO

Contrada che andava dalla contrada del Teatro d'Angennes (via Princi­pe Amedeo d'oggi), alla contrada della Zecca (via Verdi). Corrispondeva quindi all'ultimo tratto della via San Massimo ed al primo tratto di via Montebello. Prese il nome dall'albergo del Cannon d'Oro che operava nell'isola di San Bonifacio.




image-1image-1«CORT DEL CANòNICH»
Così è confidenzialmente chiamato il cortile della casa di via Milano 13 il cui portone si apre di fronte alla Basilica Mauriziana. Al fondo del cortile, pavimen­tato a ciottoli, sorge una modesta casetta: la Canonica della chiesa del Corpus Domini.
Una convenzione del 1655, fra il Comune e la Congre­gazione dei preti secolari, istituita per il servizio della chiesa del Corpus Do­mini, stabiliva, per questi, vita in comune sotto un superiore ed in una di­mora da assegnarsi dalla città. La prima casa fu vicina alla chiesa e poi nel Palazzo di Città e dopo ancora davanti a San Domenico. Nel 1763 il Comune fece costruire la casetta nel cortile di via Milano. Nel cortile c'è una lapide in memoria del Beato Cottolengo che fu canonico del Corpus Domini e qui abitò.

image-1CONTRADA DEL CAPPEL D'ORO
Apparteneva all'antica Torino. Era la prosecuzione della contrada del Gallo, all'incrocio di quest'ultima con la contrada dello Spirito Santo e delle Quattro Pietre, fino alla piazza San Giovanni. Scomparve nello sventramento del 1886, per la creazione dell'attuale via Quattro Marzo, della quale rical­cava il primo tratto. Traeva il nome dall'albergo del Cappel d'Oro an­cora esistente sul finire del XIX secolo.
Era anche conosciuta come contrada dei Calzolai. Sotto la dominazione francese era stata rinominata rue du Chapeu d'Or, quindi ribattezzata rue des Cordonniers.





image-1CONTRADA DEI CAPPELLAI
Apparteneva alla città antica. Era così denominato il primo tratto bre­ve, fra la contrada di Dora Grossa (via Garibaldi d'oggi) e la piazzetta del Corpus Domini, della contrada dello Spirito Santo (via Porta Palatina odier­na). Durante la dominazione francese fu ribattezzata rue des Chapeliers.

 


image-1CONTRADA DEL CAPPEL VERDE
Apparteneva all'antica Torino. Metteva in comunica­zione la contrada dello Spirito Santo (via Porta Palatina d'oggi), con la con­trada del Seminario (via XX Settembre). Tuttora esistente conserva lo stesso nome derivato dall'albergo del Cappel Verde.
Poco più oltre, al numero cinque c'era un altro albergo detto delle Tre Lance, che aveva occupato il fabbricato del Collegio dei Cantori del Duomo o Collegio degli Innocenti Fanciulli Cantori, fondato in epoca assai remota, poi soppresso nel 1877. Gli Innocenti erano dieci fanciulli scelti fra quelli che in Torino avevano miglior voce. Portavano una veste violacea, cotta bianca, scarpe rosse ed una cappa nera foderata di vaio. Se il Duca entrava in presbiterio dimenticando gli speroni doveva fare un'offerta agli Innocenti. Il nome Tre Lance era derivato all'albergo dallo stemma gentilizio posto sul portone d'ingresso della casa del Cardinale delle Lanze, esistente lì vicino. In epoca giacobina il nome venne mutato in quello di Tre Picche parendo quest'arma più democraticamente repubblicana.

image-1CONTRADA DI CARIGNANO O STRADA DI CARIGNANO
Veniva così denominata l'odierna via Nizza presso il borgo di San Sal­vario. Durante l'occupazione napoleonica fu ribattezzata Gran rue de Carignano.






image-1CONTRADA DEI CARROZZAI
Appartiene al primo ingrandimento della città. Corrisponde all'odierna via Antonio Gramsci.
Derivò il nome dai fabbricanti di carrozze che in que­sta contrada, allora periferica, avevano i loro magazzini e laboratori.

 

 

 




image-1CONTRADA DEL CASINO DI S. PRIOCCA
Antica contrada di non ben identificata posizione. Era presso l'isola di Santa Agnese, lungo il Bastione di Mezzogiorno. L'isola di Santa Agnese era compresa fra le contrade dei Conciatori (via Lagrange), dell' Arcive­scovado (via Cavour), della Madonna degli Angeli (via Carlo Alberto) e quella che fu poi via Andrea Doria.

 


image-1CONTRADA DELLA CAVALLERIZZA
Contrada aperta nel 1825, andava dalla contrada della Zecca (via Verdi) al corso San Maurizio. Corrisponde all'odierna via Roero di Cortanze. Era così chiamata dalla Cavallerizza o maneggio coperto della vicina caserma di cavalleria. La piazza che si apriva davanti al maneggio era circondata da pioppi con quattro fontane che servivano per abbeverare i cavalli. Ai suoi lati, nel 1866, furono costruiti edifici ad un solo piano da adibirsi a caserma.



image-1VICOLO DEL CAVALLO MARINO
Vicolo che correva dall'inizio dell'emiciclo di piazza Vittorio alla con­trada della Zecca (via Verdi). Segnava col lato ovest il limite del secondo ingrandimento della città. Sparì con la sistemazione dell'area avvenuta at­torno al 1825. La prosecuzione del vicolo oltre la contrada della Zecca, fu denominata contrada della Cavallerizza. Derivò il nome probabilmente da un'osteria di tal nome.

 

 

image-1RUE CELESTE
Sotto la dominazione francese fu così ribattezzato il tratto della contrada dei Mercanti, fra la contrada di Santa Teresa e la contrada del Monte di Pietà.

 

 




image-1CONTRADA DELLA CHIESA
Così fu anche denominato il tratto dell'attuale via San Massimo fra l'odierno corso Vittorio Emanuele II ed il Giardino dei Ripari (piazza Ca­vour). La chiesa è quella dedicata a San Massimo edificata nel 1849.

 




image-1RUE CHINOISE
Durante la dominazione francese fu così ribattezzato il tratto della con­trada della Basilica (ora di Santa Chiara), tra la contrada delle Orfanelle (via delle Orfane) e la contrada d'Italia (via Milano).
Derivò l'appellativo da un'osteria di tal nome esistente al numero trentadue.

 

 

 

 

image-1CORSO DELLA CITTADELLA
Del passeggio della Cittadella divenuto poi corso della Cittadella, ma per i vecchi torinesi « la lea dIa Sitadela », il Craveri nella sua Guida dei Forestieri per la Real Città di Torino del 1753 ci dà questa descrizione: « Dietro all'Arsenale in capo alla contrada comincia il nobile e dilettevole passeggio della Cittadella. Che consiste in tre larghi viali d'alberi piantati a livello, li quali conducono in sino alla Porta Susina in quattro tirate. Il viale di mezzo serve per il corso delle carrozze, gli altri due per chi passeg­gia a piedi. Trovasi a mezza strada un vago Labirinto formato dagli stessi alberi pure a livello. Gran numero di gente e di ogni sesso quivi concorre, spezialmente in tempo d'estate, verso la sera, dove la Real Corte suole pur anco venire in carrozza a passeggiare ».
Volendo rintracciare l'andamento del viale di cui oggi non restano che pochi frammenti, si può dire che partiva dall'odierno corso Mat­teotti, percorreva il corso Re Umberto e la piazza Solferino, svoltando lungo la via Cernaia (l'Aiuola La Marmora ne è un residuo), volgeva in corso Sic­cardi, Giardino della Cittadella e piazza Arbarello e svoltando ancora lungo la via della Cittadella si congiungeva con il corso Palestro-Valdocco.
Durante l'occupazione francese fu ribattezzato boulevard Borghese, in omaggio al principe Borghese Governatore di Torino.

image-1GIARDINO DELLA CITTADELLA
Il giardino della Cittadella è uno dei pochi resti del famoso passeggio della Cittadella o corso della Cittadella, la «lea dla Sitadela» dei vecchi torinesi.
Copriva l'area dell'attuale piazza Sol­ferino.
Il nome fu giustificato, nell'800, quando al centro c'era una fontana ed attorno, aiuole, vialetti e panchine.
Poco per volta la fontana ed il giardinetto sparirono e il piazzale del campo giochi fu occupato dai giocatori di tamburello, con alternative invasioni di mostre, circhi, esposizioni e baracconi delle fiere. Famose l'Esposizione dei Fiori e quella dei cani.
Si racconta che in quell'area era stata tenuta un'esposizione talmente male organizzata da sollevare la generale indignazione. Di tale protesta se ne rese interprete il pungente epigrammista cavalier Baratta che abitava proprio di fronte. Una notte il poeta pose sul davanzale della sua finestra, bene in vista, un paio di enormi stivali ai quali era appeso un cartello a grossi caratteri con scritto: «Espo­sizione dei miei stivali ». Fu obbligato a ritirare stivali e cartello, ma, prima che l'avesse fatto, tutta Torino rideva già della storia.
Nel giardino sorgono i monumenti ad Angelo Brofferio all'angolo nord­ ovest; busto in marmo alla poetessa Giulia Molino Colombini a quello sud­ ovest; al generale Ettore Gerbaix de Sonnaz sfrattato da piazza Solferino per far posto alla fontana Angelica.

image-1CONTRADA DEI CONCIATORI
La contrada dei Conciatori andava dalla piazzetta BonelIi (piazza La­grange) alla contrada di San Filippo (via Maria Vittoria) e corrisponde al­l'attuale via Lagrange. Durante l'occupazione francese fu ribattezzata rue des Corroyeurs.

 

 

 

 

 

 



image-1CONTRADA DEL CONDOTTO
Contrada del Condotto si chiamò il primo tratto della contrada dei Guardinfanti (via Barbaroux) a partire dalla piazza Castello. In epoca più antica un canale scendeva per la contrada di Dora Grossa e sbucando in piazza Castello l'aggirava sulla destra e scaricava le sue acque fuori della Porta Fibellona. Nel 1726 fu scavato un canale sotter­raneo che, circa dal punto in cui la contrada dei Guardinfanti sbucava nella piazza, si dirigeva obliquamente verso la contrada di Po e percorreva tutta questa in galleria sfociando fuori delle mura. Da questo condotto probabil­mente prese nome quel tratto di strada.

 

image-1RUE DE LA CONSOLATION
Era il nome dato dai francesi, durante l’occupazione napoleonica, alla contrada della Consolata.

 

 


image-1PIAZZA DELLA CORONA GROSSA
Era il nome della piazza antistante all'Hospicium Coronae, poi albergo della Corona Grossa.
La piazza e la contrada (odierna IV Marzo) presero poi il nome di contrada e piazza dei Calzolai.

 


image-1RUE CORRECTIONNELLE
Così fu chiamato, sotto la dominazione francese, il tratto della contrada degli Stampatori, fra la contrada del Gambero (via Bertola) e di Dora Grossa (via Garibaldi). Questo appellativo derivò dal carcere correzionale che era nell'ex convento dei Gesuiti presso la chiesa dei S.S. Martiri.

 

 

image-1RUE DE CORROYEURS
Durante l'occupazione napoleonica venne rinominata così l'attuale via Lagrange.

 

 

 

 

 

 



image-1VIA DEL CORSO
Così era denominata, verso la metà del 1800, l'odierna via Bonafous.
Popolarmente era chiamata contrada «dla Salera» per la presenza di un magazzino del sale.
Nel 1876 una parte di questo magazzino era stata destinata al culto israelitico.

 

 



image-1VIETTA DELLA CROCE D'ORO
Così era chiamato un vicolo che attraversava l'isola di San Marziale, tra la contrada delle Quattro Pietre (tratto della via Porta Palatina odierna) e quella delle Scuderie Reali. Oggi è tutto pressoché scomparso per gli sven­tramenti per la creazione della piazza Cesare Augusto. Traeva il nome da un albergo così denominato.

 

 

 

image-1STRADA DELLA CROCETTA
Agli inizi dell'800, una volta abbattute le mura, era una delle tre strade che si dipartivano dalla piazza Del Re (Porta Nuova) verso sud.

 

 

 

 


image-1image-1Alla fine della II guerra mondiale, con la caduta del regime fascista e la Liberazione della città, la giunta popolare della Città di Torino, deliberò la soppressione di denominazioni istituite durante il periodo fascista (figure e luoghi del regime e dei suoi alleati), l'assegnazione di nuove denominazioni (in ricordo di eventi, personaggi rilevanti nella lotta all'antifascismo), il ripristino di antiche denominazioni già modificate in epoca fascista e l'annullamento di denominazioni conferite senza l'osservanza della legittima procedura di assegnazione.

 

 



image-1
Misura delle principali strade e piazze nel 1840

 

 

 

 


Vedi il riepilogo dei cambi di denominazione nella toponomastica della città


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