Enciclopedia di Torino

Cascine

nome ubicazione  data storia
DORA RIPARIA       
Il Berlia strada della Berlia 545 -  1503 Catasti del 1503 chiamata"Gorzano" dei frat. NazeryPetrinus. Nel 1580 denominata unita alle Grange Scotti come Grange Nazary.Catasto 1717 sulla strada
      di Rivoli. Nel 1762 " Cascina di LappiĆ" e nel 1790 del conte Luigi Berlia della PiĆ. Catasto 1805 " Ferme Berlia" di Luigi Vicari.
Grange Scott strada della Berlia 543 XV í Situata sulla strada di Rivoli - cascina accostata al " Il Berlia " - gił ordine degli Umiliati di Avigliana, nel 1530 dei fratelli Nazery di Collegno.
      poi del conte Scotti attorno al 1700, nel 1840 al banchiere Barbaroux. Un primo abbandono degli abitanti avviene nel 1908 ( scadenza contratti agrari ) 
Il Cascinotto strada Pellerina 77 1500 sull'area"Gorzano" nel 1790 risulta propr. Conte Nomis di Pollone.-Catasto Gatti 1820 del Cav.Giacinto Perrone di S.Martino. Oggi dal 1937 famiglia Frus.
Il Gibellino via Angelo Sismonda 12 700' Cr. Appio Claudio sulla bealera Meana.- usata durante l'assedio per bombardare i francesi a Lucento. 1790 del banchiere Tron. 1840 di Gio Antonio Bono. 
Il Mineur strada Pellerina 78 1488 Nell'area "Gorzano" proprietł Petri Reijneri, all'assedio di Torino passa alla famiglia Mineur,fine 700 ai fratelli Niccolś e Francesco Mineur. 1840 propr. 
      l'avvocato Ceppi, - Attualmente ricovero invernale del bestiame di proprietł privata. Posta al confine di Collegno -
Tetti basse di Dora strada Pellerina 22 1436 Denominata "Tetto de Lioneti" i terreni di Michele de Lionetto. Dal Rossignolo 1762 detta" cascina Filippi "poi "Tetti basse di Dora"-1820 Beria Ignazio.
      In seguito diventa "borgata delle basse di Bora" con l'aggiunta di altri edifici. 1974 " cascina Marchino" propr. Luigi Marchino dal 1912. oggi privato.
Il Bianco cr. Cincinnati 125 / 1 500' gił di Giacomo Ferroglio nel 500' poi dell'avv. Carlo Emanuele e Giovanni Bianco. Distrutta durante l'assedio ricostruita nel 1724,una filatura di seta negli
      anni 1760. - 1790( catasto Grossi ) propr. del conte di Sandigliano, 1820 della signora Giacinta Foglio Sartoris. - ampliamenti nel : 1805,1820,1935 -
Castello di Lucento via Pianezza 123 1397 Ribaldino Beccuti suddivide le proprietł terriere tra i contadini e fa costruire una Grangia a testa. 1523 il castello si chiama "Castrum lucenti" e passa ai 
      padri Gesuiti. Sec.XVI Emanuele Filiberto acquista per uso personale e posto per la Sindone. 1733 venduto a Carlo Filippo Tana,marchese d'Entraque. 
      1840 con il filatoio.1843 alla famiglia Natta,cessa il filatoio, 1873 ai Bonafous,nel 1905 passa monumento d'arte.1957 alla FIAT.
La Cavaliera  strada delle Vallette 233 1733 Cav. Gen. D'Envie propr. Anche della"Bergera e il Palazzo"- situata sulla bealera Putea. 1790 propr. L'imperatrice d'Austria.  Oggi  suddivisa tra famiglie .
Il Chiabotto Quaglia strada Pianezza 234 1700 o " Cascinotto " catasto Grossi 1790. propr. Paolo Gremo - 1816 acquistato da Vittorio Emanuele I che passa a Maria Teresa di Savoia sposa di Carlo Luigi 
      duca di Lucca; la duchessa terrł la proprieta per 20 anni. 1866 ampliamento - oggi propr. Privata ospita fabbrica concimi chimici, abbandonato.
La Cravetta strada Pianezza 380 1580 Deve suo nome ad Aimone Cravetta tra il 1566 e 69 giureconsulto a Torino - Nel 1780 propr. Marchese GioachinoAdalberto Pallavicino delle Frabose.
      Comperata da casa Savoia fu di Maria Teresa d'Austria moglie di Vittorio I. Ampliamento nel 1840 ( Rabbini) 1870 parte demolita per raccordo stradale.
Villa Cristina  (Bergera ) str. Vicinale Vallette 309 1740 Cascina"Brucco" di Giovanni Brucco propr. anche della cascina Bergera.1790 diventa "Villa" del Cav.general d'Envie.1805 catasto napoleonico diventa
      "Ferme Brucco" con ampliam.- 1820 eredi reali di S.M. Vittorio I - 1827 a Maria Cristina moglie del re di Napoli - 1840 al conte  Gramont di Salmour.
      1849 / 1851 il banchiere Andreis incarica il farmacista Gabriele Grosso a trasformarla in casa di cura. - oggi propr. Privata. 
La Marchesa cr. Regina Margherita 371 1579 primo cenno su mappa di Giacomo Rossignolo la chiama"Balestra" riportata dal Grossi nel 1790 come " cascina Filipponi"- dei marchesi Tana - 
      1840 propr. Fratelli Talucchi. -1866 viene chiamata "la Marchesa " - 1930 raddrizz. Dora, ed oggi la cascina di proprietł comunale nel parco Carrara
Il Pansa strada Pianezza 422 1493 All'inizio la cassina"Villanis" rilevata dal Rossignolo dei fratelli Ferraris. 1761 si riporta " Il Panzia".censita nel 1790 come "Il Pansa" dal Grossi. Propr.
      march. Tornone.-1816 passa a casa Savoia,la regina Maria Teresa passa alla figlia Marianna poi al barone Romano Gianotti. Oggi adibita attivitł agricole.
La Pellerina via Pietro Cossa 263 1398 disboscamento fratelli Beccuti - costruz. Rurale.sulla via Francigena - catasto 1762 del march. Carlo Camillo Tana di Verolengo - oggi ospedale S. Giovanni
La Saffarona cr. Regina Margherita 497 1415 i terreni chiamati"Gorzano"di propr. Michaeli Carbonery - 1580 la cascina di messer Marco Zaffarone o"Grange de carboneri" presentata da Rossignolo.
      Censita nel 1685 (Bellico)1761 (Clerico)1790 (Grossi) -1729 propr.Anna Maria Litta moglie di Giacomo dal Pozzo della Cisterna, 1780 Giuseppe Alfonso, 1840 marchese della Torre, 
      riqualificazione del suo entourage  con il Juvarra  e con Benedetto Alfieri arch. - 1840 marchese della Torre, oggi della famiglia Valperga di Masino
STURA  DI  LANZO       
La Bellacomba str. Bellacomba 138 1379 gił fondo Harcour signori di Borgaro -1432 propr. i Bellacomba di Altessano. 1660 passa alla famiglia Eusbeio Bonardello e Maria Torretta. Poi ai figli 
      Giovanni,Marcello,Maria,Marianna.- messa all'asta passa a Marc'Antonio Grondana,gen. di casa Savoia - costruzione della cappella 1762 - 1790 al conte 
       d'Arcour,1820 agli eredi Dalmazzo, poi  1845 dai Formica e Ruscalla. Primi novecento i Nigra,successivamente i proprietari saranno molteplici.
La Ferla ( Bertoglio ) str. Bellacomba 238 1800 Gił " le Grangie" dalle"carte delle caccie del 1762 ",- 1816 presenti nel catasto napoleonico, ma nel 1820 catasto Gatti, diventa cascina Ferla Bertoglio
      formata da due rustici, uno dei ferla e l'altro dei Burdino. 1866 catasto Rabbini, poi 1893 verranno acquistati dai Burdino. Oggi proprietł privata - 
La Cittł ( Galliziana ) str. Consortile Bramafame 10  1699 Voluta dal duca Vittorio Amedeo II,progetto arch. Rocco Rubatti.su terreni del comune. - durante l'assedio utilizzata per attaccare i francesi il 7 settembre.
      La cittł cede a Carlo Andrea Galliziano nel 1700,1708 passa alla famiglia Maglio di Cravy o Capriglio.- censita nel 1790 come "Galliziana" - ampliamneti 
      nel 1840 censito (Rabbini) 1866 ( Grossi ) - restauri ed ampliamenti alla torre medievale,- oggi proprietł privata ospita ristorante,officina e deposito -
Il Mulino di Villaretto str. Comun. Molino Villaretto 55 1445 Possedimenti dei fratelli Ranotti, cascina,gestione imbarcazioni sul fiume - 1489 costruz. Mulino dal Comune dato in affitto al Ranotti - 1676 definitivo ai 
      Ranotti - continue liti col comune per mancanza dell'acqua - 1790 (Grossi) catasto senza mulino. Pochi decenni fa sistema idrico complesso,fiume Stura e balere
      piŁ sorgenti Bellacomba e Rochero. - oggi traccia solamente su planimetria - casa residenziale di proprietł privata - 
Il Comotto str. della Campagna 258 600' propr. Senat. Maurizio Comotto acquista con la balera Putea -poi ad Anna caterina Comotto dei baroni di Piverone. Sposa conte Guglielmo Beltramo di  
      Mezzenile - fortificata durante l'assedio perchÄ sul confine. Catasto 1820 (Gatti ) a Camosso Giuseppe, 1900 ai Padri della Consolata lasciata nel 1945 - 
Del Francese (Chiolero ) str. Vicinale del francese 117 1600 Sembra acquistata da un uffic. Francese dopo l'assedio - 1820 di propr. Luigi Faletti,catasto Rabbini 1866 ampliam. Chiamata " cascina Faletti  " - 1877
      proprietario Crescentino Chiolero, 1911 diventa " cascina Chiolero " - fino al 1980 attivitł agricole e allevamento. - oggi in abbandono.
La Lamarmora str. Dell'aeroporto 406 1762 gił " Cascina di Cortazza" ( zona compresa tra la Ceronda e la Stura )1790 dal Grossi risulta propr. Marchese Celestino Ferrero della Marmora- 1816 diventa
      " Cascina Marinora "  1842 venduta all'opera pia Luigi Gonzaga. - Catasto Rabbini 1866 medi ampliamenti . 
Il Niccolini ( Mussetto ) str. Comunale di Lanzo 255 1727 gił cascina"Carello" poi " Mussetto " poi " ferme Albini" poi 1820 " Nicolini " - 1790 ( Grossi ) propr. Carlo Mussetto - situata vicino porto di Altezzano.
      zona chiamata della Madonna, sulle rive della Stura. 1820 di Nicolini Ferdinando  - 1915 catasto Gatti propr. Beatrice Perrier in Villanis fino ad oggi - 
L' Arnaldi  (Albino ) str. Comunale di Lanzo 233 1762 gił " casa di Fini di campagna" in zona della Madonna. 1805 " Ferme Palbera" 1820 poi cascina Rubeo la Palbera - di Rubeo Giuseppe fu notaio Pietro Maria.
      Catasto 1840 del Rabbini la cascina Ć insieme alla Niccolini. In seguito diversi proprietari.1853 di Luigi fu Giovanni Arnaldi. 1875 famiglia Cibrario.
La Nobella strada Bellacomba 136 1600 ca. gił costruzione " il Colombaro" distrutta dalla piena nel 1739 - 1790  " La Nobella nuova" dal Grossi la cascina di propr. Contessa di Pertengo - catasto 1840
      propr. Giovanni Busca,- 1851 a Caterina Grosso e suoi figli,Ferrero che durano fino ai primi 900' - altri passaggi di proprietł e di ampliamenti in seguito.
La Nuova ( Berte ) strada Bellacomba 258 1840 rilevata dal Rabbini nel 1840  - a poca distanza dalla cascina Bellacombe  - ampliata nell' 800' - oggi proprietł privata adibito a officina meccanica -
Il Rostia str. Privata Rostia 97 / 51 1840 rilevata dal Rabbini nel 1840  - sul confine di Borgaro - propr. Fratelli Bologna  censita come " cascina Stropiana " - oggi proprietł privata e civile abitazione 
Il Varetto strada Bellacomba 217 1800 sulla sponda dellla Stura - della famiglia Varetto,piccolo rurale - catasto 1866 del geom. Rabbini prima esistenza - ampliamento nel 1974  - 
Il Vigitello  str. Aeroporto,tangenz. Nord 1700 Nel tempo diversi nomi : catasto 1762"Cassinotto di FarchĆ" 1763"Case di Falcher" poi "Case Falcherij" catasto Napoleonico 1804"Ferme FalchĆ" catasto
      1840 due proprietari,famiglia Alloa, e famiglia Varretto - inizi 900' acquisto della famiglia Vigitello - ampliamenti in seguito - 
Il Cascinotto Bertoglio strada Bellacomba 258 1773 L'esistenza della cascina gił " Case nuove, Casa Novelle, catasto napoleonico del 1816 "Nouvelle Maison "-1820 il geom. Gatti rileva col nome"Cavalleretto"
      di proprietł della famiglia Guglilemino - catasto Rabbini Ć definita" Tetti Guglielmino" - 1864 passa a Bertoglio poi numerosi altri passaggi.
La Carpegna via Reiss Romoli 122 /5 1850 cascina Carpegna o Alessi, lungo il fiume stura. Nel 1926 si rilevala sua presenza su la balera Barolo. Oggi proprietł privata in buona conservazione .
Il canonico via Reiss  1866 nella carta Contorni di Torino del Vittorio Brambilla si chiama"la Boscaglia"- Sulla balera Barolo,ampliamenti e modifiche : 1911,1935,1974. - 
Case basse di Stura via Reiss Romoli, via Scialoja 1739 gił  cascina Saccarello di Giovanni Bosio - 1790 "Cascina degli eredi Conpair" di Francesco Lorenzo Compaire ( mastro della zecca,e dei conti sabaudi)
      Tra il 1820 e 30 dal catasto Gatti, propr. Riva Ignazio fu Giuseppe, diventa"la bassa cascina Riva o la Modesta" 1840 al barone Rubin,poi demolita nel 1935 -
La Ressia via Enrico Fermi 24 1840 catasto Rabbini censita come " sega di legnami"del caval. Alessandro Ferrero della Marmora - catasto 1866 " Cascinotto Elisa della Ressia" - inizio XX sec.
      fu attiva " Ressia, o Rescia " attivitł assicurata da una ruota idraulica su una balera. Oggi adibita ad attivitł agricole
L' Antioca str.vicinale della Barberina 78 1560 La famiglia Antioca padrona terreni vicino a Borgaro nel 1560. - 1790 di propr. Avvoc. Alessandro Benedetto Ceresa - 1805 catasto napoleonico  chiamata 
      " La ferme Antioca " - 1840 le famiglie Noli e Barbis - ampliamento del 1926 , oggi in stato di abbandono con strutture fatiscenti - 
La Barberina str. CuorgnĆ 49 1782 gił cascina medievale chiamata " Prona" distrutta da esondazione. Ricostruita nel 1782 da Giovanni Bernardino Barberis sulla strada di Leinô piŁ a monte.
      1840 due proprietari,Barberis e Gianella.1850 Compagnia Vittorio Emanuele,1880 al demanio ferrovie dello stato  dal 1900 ai Bara,ai Francone e ai Bonis.
La Cł Bianca Tang. Nord,str. Torino/CuorgnĆ 1523 primo catasto risulta propr. Antonio Ranotti del 1523 Acquistato nel 1785 da Ignazio conte di sant'Albino con terreni annessi (una delle pił ampie proprietł 
      attorno a Torino ) I Righini conti di sant'Albino proprietari fino alla morte della contessa nel 1929 - poi passa all'Ospedale di caritł. Durante la 2í guerra 
      vengono trasferiti gli anziani dall'ospizio di Torino alla Ca' Bianca - Parte della cascina Ć stata distrutta negli anni 1980 per costruire la tangenziale.
Il Cascinotto str. Molino del Villaretto 23 1840 Costruito come edificio suddiviso in abitazione, stalle, e fienili nei pressi del mulino di Villaretto. Oggi in buon stato di conservazione. 
La Falchera str. CuorgnĆ 49 1500 Dal 1701 propr. Fratelli Giacomo e Francesco Falchero. Ampliamenti nel 1816 e 20. Subisce bombardamento nel luglio 43. Trasformazione nel 1986  e 1994 - 
      attualmente presa dal comune di Torino, trasformata in cascina didattica,con scuola di allevamento,coltivazione spazi ricreativi,ristorante e ostello.
Il Seminario str. Molino del Villaretto 98   vicina al mulino del Villaretto, gił"Cascinotto di Pautas" del 1706, dei marchesi di Romagnano sig. Angelo Amedeo - in seguito passa al Seminario di Torino.
      Catasto Napoleonico riporta " Ferme National " Anni 1880  passa al demanio e poi alla famiglia Ferrero. Inizi sec. XX propr. signori Barbera e Zucca - 
La Spinetta ( Taschero )  str. CuorgnĆ 38 1804 I Taschero propr. nel 1720 di terreni a Lucento allargano i loro possedimenti nell'oltrestura. catasto napoleonico si chiama " ferme Taschero" la cascina fronte
      alla Falchera. I propr. Seguenti, gli Storero e i Protto. Dal 1858 la compagnia Vittorio Emanuele.poi il demanio ed infine  poi le ferrovie Alta Italia. Fine ottocento propr. Ferrero   
       Fine ottocento passa di propr. ai fratelli Ferrero indi alla ditta dei fratelli Momiliano. Attualmente la cascina Spinetta Ć di un privato.
Il Villaretto str. Comunale Villaretto  1445 Si forma con due cascine. La prima della famiglia Toffange l'altra ai Ranotti. Feudo del marchese Tana,eretto a contado alla sinistra della Stura e della strada 
      di Leini. Formato dall'unione di cascine (grange ) del 500' : " la Ospedale di caritł del 1627, la Scarafia, dei fratelli Antonio,Nicolao e Giovanni, la cascina 
       il Vola, cascina del conte Ranotti, infine lo stabile dei fratelli Peris del 1876  " Col tempo molti passaggi di proprietł di tutte le cascine. 
La Voghera via Oxilia 23   Rilevato da Agostino Conti nel fine 600'- 1727 prop. Abate don Giuseppe Giannazzo di Pamparato,1790 alla Commenda religiosa di san Maurizio, patronata
      dal conte Gianazzo. - catasto 1840 ampliamento - catasto 1926 nessuna modifica - oggi la Voghera e privata con officina, in buon stato di conservazione -
La Ranotte viale  Falchera 36 1363 Due cascine affiancate di propr. Di Oberto Tramesio detto"Rana" - commerciante di carne con i figli Vietto e Giovanni - Nel 1415 la proprietł raddoppia, e 
      quindi ampiamenti dei locali e terreni. 1485 Berto Ranotti ottine la gestione del traghetto sulla Stura e la costruz del mulino di Villaretto. Catasto napoleonico 
      diventa "Ferme Ranotta". Catasto Gatti propr. Ć il conte d'Harcour. Fin dal 1970 aggiunte e abbattimenti risultato abitazioni civili, stalle, e depositi. 
Rivore Falcheri strada dell'Arrivore 45 1700 Propr. Falcheri. Nel catasto Gatti 1840 i propr. Sono: Angelo Garassini e Pietro Turina, per filatoio e una fabbrica.Fine 800' diventa fabbrica concimi chimici
L'Abbadia di Stura strada Settimo 254 1146 Pietro Podisio dona ai monaci Vallombrosiani il terreno per fondare l'ospedale San Giacomo di Stura, e quindi nasce la chiesa,la casa per i pellegrini, e la 
      cascina dell'Abbadia. Nel  XI sec. Costruz. Campanile -1193 / 1228  con l'abate Guido massimo sviluppo dell'abbazia - 1421 l'istituzione viene ceduta al 
       vescovo di Torino .Nel settecento, (dalla mappa di Baillieu,) altre costruzioni, di cui il porto e il traghetto gestito dai monaci.( La Barca nasce il nome )
      Ricostruz. della chiesa distrutta nel XIV sec. - 1790 il tutto comprende 7 cascine,e la chiesa parrocchiale e mulini tutti appartenenti alla Curia vescovile. Metł 
      800' smembramento lotti: fabbriche dell'est (filatoio acquistati da Rodi e Colomba) quelle dell'ovest ( Aurora e altre)  Nel 1867 viene tutto acquisito dal
       Demanio che vende all'asta al banchiere Vincenzo Ceriana. Il complesso fino al 900 sarł polo di servizio per le borgate della Bertolla e Falchera. Bombard.
      nel 1943 dann. la chiesa. 1954 diventa inagibile, nel 60 sconsacrata, incendio nel 72, ceduta a privati nel 1992 - Attivitł produttiva civile nell'Abbadia- 
Il Cascinotto strada del cascinotto 139  1840 Rilevato dal Rabbini, nei prati e bracci delle balere della Stura,risulta propr. dei Ceresa. Oggi propr. Privata mediocre stato di conservazione.
La Falconera str. Della Falconera 26 1699 Di propr. della contessa di S. Martino ( il nome Ć legato all'allevamento di falchi per la caccia ) 1840 passa alla famiglia Vittonetto - ampliamento nel 1866. 
I Biasoni via Damiano Chiesa 61 1700 Borgata sulla strada del Abbadia,complesso di edifici presso la Stura. Catasto 1840 del Grossi distingue " Biasoni e Biasonetti" di Michele Nicolaj.
La Magra strada Settimo 146 1700 Rilevata dal grossi alle Monache Canonichesse di Santa Croce  di Torino. Situata sulla strada Abbadia di Stura. Catasto Gatti del 1820 propr. Riva sposata a 
      notaio Paolo Cugiani - Demolizione di un'ala della cascina nel 1866, nel 1980 demolizione di tutta la cascina resta solo piŁ la facciata baroccadella cappella.
Il Baraccone str.Abbadia di Stura a Bertola 1800 Rilevato per la prima volta nel 1840 nella borgata Baraccone lungo la strada del Bertolla.Proprietari diversi nel 1866 viene chiamata " cascina Cora"-
Borgata Baraccone str.Abbadia di Stura a Bertola 1800 Rilevato per la prima volta nel 1840 dal geom. Rabbini - complesso di piccoli edifici rurali - proprietł privata oggi in stato di abbandono fatiscente.
AREA DEL PO       
L'Airale via zanella 1567 La cascina nasce come granaio della casa reale. Situata nel Regio parco. Catasto del 1820 viene chiamata " cascina Vachetta " dal prop. Avvoc. Ernesto 
      Vacchetta - 1829 parte dei terreni passano al Comune per la costruzione del Campo santo. 1978 passa al Comune,ospita una famiglia con il suo gregge.
Il Meisino strada del Meisino 55 1773 Di proprietł dei padri gesuiti chiamata " il Gesuita" passa 1776 al banchiere Andrea Bracco, nasce coltivazione serica con filande. Catasti Gatti del 1820 e 
      Rabbini 1840 - Guerra 15/18 diventa una caserma, e poi abitaz. per sfollati veneti  - 2012 costruzione malmessa,ed in cattivo stato di conservazione .
La Malcontenta strada del Meisino 742   Rilevata nel 1926 come un complesso rurale di cascine - Proprietł comunale  utilizzata come residenza
Il Calcina viale Suor Michelotti 280 1600 Rilevata dal Grossi nel 1790,catasto napoleonico del 1805,ampliamento " Ferme ferro" costruz del " Casotto". Poi propr. del comune - 1862 propr. Famiglia 
      Delmastro - 1906 acquisto di Carlo Nigra, coniuge del Delmastro. 1911 censita come" cascina Delmastro" - oggi suddiviso in lotti a uso residenziale -
LA PERIFERIA       
L' Amoretti cr. Orbassano 200 1600 dell'abate Giambattista Amoretti,alla sua morte passa al nipote Carlo Giacinto - danneggiata nell'assedio riedificata nel 1760 da Giambattista d' Osasio.catasto
      1801 rileva una cascina con villa. 1807 passa la prop.a Guasco di Castelletto poi fratelli Rignone. Primi 900' avviene la demolizione dei rustici per fare parco. 
La Grangia via Ricaldone 28 1400 costruzione medievale,mura spesse con feritoie. Nell'assedio capisaldo della difesa di questa zona. 1790 catasto Grossi, "Grangia villa" dei conti di CigliĆ. 
      Nel 1820 prop. Conte Caidano Matrigni di Bagnato - situata sulla bealera Cossola, viene bombardata nel novembre 1942 e demolita nel 2001 - 
L' Anselmetti Via Paolo Gaidano 71 1600 gił " Bocueri" posta dirimpetto alla "Belarde" l'attaule"Roccafranca".1730 venduta dal comune a Bertetti in zona Gerbido;1785 il banchiere Carlo Anselmetti 
      costruisce la cascina,con cappella. 1820 prop. Gaspare Nigra,poi alla famiglia Bellone,poi al Cottolengo,infine il comm.Marangoni. Bombardata nel 1943. 
      Demolita 1977 rimane la cappella barocca restaurata,oggi ospita il laboratorio di storia . 
Il Giajone Via Guido Reni 114 1694 gił"Iayon". Nel 1706 denominata"cascina de padri della Consolata d'Asti" - 1785 diventa" cassina nuova del conte Giuseppe Martin MontŁ di Beccaria"
      Catasto del 1805  francese " ferme Giajon" , nuove costruzioni - Catasto Gatti del 1820 nominata al" barone Luca Martin di san Martino" - Nell'agosto 1943 
       bombardata e danneggiata - 1972 demolite le scuderie -oggi presente le ghiacciaie - restauri trasformano e opsita la Biblioteca Civica e la Circoscrizione.
L' Olivero via Tirreno 283 1607 gił" Pareto" acquistata dai Olivero conte Silvestro. 1600 donata ai Gesuiti e durante l'assedio sede ospedale per le truppe francesi, e comando del duca de  
      La Feuillade.1790 propr. Conte Angelo Benedetto Bruco di Sordevolo -1866 passa al demanio e poi all'esercito,diventa polveriera e diventa"cascina Racca" 
      1930 passa alla Lancia - La villa Olivero diventa "villa san Paolo"centro religioso, viene abbattuta nel 1971,rimane la cascina oggi magazzino e uso civile -
Il Roccafranca via Paolo Gaidano 76 1600 Venduta dalla Compagnia della Concezione a Lorenzo Ballard nel 1689. diventa"cascina Ballard " fino al 1734 quando Ballard viene nominato conte di Rocca
      franca - Catasto della montagna ( 1694/1703) viene chiamata"cascina Belarde"nel 1762 diventa Roccafranca.1840 diventa propr. Baronessa Chionio.  1930
      viene occupata dalla FIAT e Lancia per uso industriale. Abbandonata anni 70 passa al Comune nel 2002,riqualificata oggi attivitł culturali e sociali.
Il Bussone  via Monginevro 262 1762 Nel XVIII sec. Primo propr. Bussone poi fu cascina dei padri di san Domenico- 1820 attribuita a Giuseppe Dentis che ancor oggi la possiede.
Il Morozzo strada antica Grugliasco 306 1700 censita cascina"Morosso" propr. Marchese Morozzo. Nell'assedio del 1706  usata per bombardare e distruggere un ponte in costruzione francese sulla Dora in 
      zona Lucento - 1820 famiglia Colla,  1866 diventa cascina "Montabone"- Attualmente di proprietł privata adibita a residenza.
Il Teghillo strada della Pronda 69 1762 censita come"Vigada" propr. Luigi Vigada.- 1790 il Grossi la censisce" Teghillo" come il proprietario mercante calzettaro. E' la piŁ grande cascina attorno
      a Torino con casa civile e rustica,cappella,campanile,giardini,prati,orti - 1840 propr. Angelo Corsi - ampliamenti numerosi. Oggi sede di una fattoria sociale 
La Lesna via Monginevro 251 1700 1762 dalla carta della Caccia " villa Lesna " -1790 di propr. del conte di Lezzolo - catasto napoleonico 1805 " ferme Lesne " 1840 passa all'avv. Marengo.
      1937 viene acquistato dai Frati minori Conventuali, da allora la chiesa fu dedicata a san Francesco. Demoliti i fabbricati rurali nel 1950, oggi visibili  
      solamente la fabrica civile accessibile da via Monginevro attraverso il viale alberato.Oggi utilizzata come Parrocchia Madonna della Guardia.
Il Borello via Salbertrand 57 1706 Denominato " Santa Chiara" durante l'assedio del 1706. ( Murate dai propr. I Daviso di Chavensod due palle di cannone ) 1790 passa alle monache di Santa
      Chiara - in seguito l' acquista un certo Borello; vicino passa ora le bealare, Cossola,Porte e Meana. Nei pressi vi Ć una zona utilizzata dall'Universitł per 
      l'insegnamento dell'idraulica( spicca la torre idraulica o castello delle acque ) 1820 ascritta a Vincenzo Luigi Bolmida. 1866 a Riberi,oggi circoscrizione 4 -
La Cossilla via Pietro Cossa 27 1500 gił cascina "Giacomo Porta" poi col nome di "cascina del comune di Piasco"poi "cascina Cossilla" e qui denominata "cascina della Santa Croce". Catasto
      1694 la "casa Nomis di Cossilla"  dal nome del proprietario,conte Nomis di Cossilla - 1820 propr. Cossilla Cav.Luigi fu Agostino. Anni 90 demolita -
La Tesoriera cr. Francia 186 1713 Costruita per Aymo Ferrero di Cocconato,tesor. di Vittorio Amedeo II - alla sua morte passa a Roberto Ghiron Asinari di S.Marzano(scudiero di Madama R.)
      Passo di poi all'avv. Casinari Donaudi nel 1727, poi acquistata da Leovigildo Massa nel 1806,rivenduta nel 12 a Francesco Bernardino Bono. Nel 1825 acq.
      da Agostino Fontana,nel 1869 passa al marchese senat.Ferdinando Arborio Gattinara che crea il giardino francese e olandese. Diventa"villa Sartirana "
      1904 passa alle figlie Maria Ernestian, 1934 viene ereditata dal principe Amedeo Umberto duca d'Aosta - Venduta nel 1962  ai Padri Gesuiti ,poi acquistata
      dal Comune nel 1971. Restauri dal laboratorio di Aramengo,diventa " Biblioteca civica musicale" Andrea della Corte - 
La Continassa strada comun. Di Druento 175 1600 Unione di due costruzioni, la Contina, o cascina Nigra e la Continassa - Vissuta con due nuclei famigliari.1790 presenza di una filatura insieme a orti e giardini
      La cappella costruita nel 1747 da Guglielmo Maggia, padrone del fondo.1820 propr. Famiglia Nigra fino al 1913,poi ceduto al Comune. Adibita a colonia 
      profilattica e poi a carcere ( nel ventennio) 2013 venduta alla Juventus  FC, dove diventerł sede. Campo d'allenamento,attivitł alberghiera.
La Maletta strada Vallette 52 1500 Di proprietł della famiglia Maletta signora della Manta e di Bastia fin dal sec. XV. Nel 1570 Giovanni Maletto acquista dai Darmelli la cascina chiamata 
      "Marta"- 1790 censita dal Grossi all'avvoc. Bertolotti, 1805 catasto napoleonico risulta di Alfonso Dalmasso della Cisterna. 1820 censita dal Gatti "La
       Maletta cascina Franco Giuseppe" - 2010 riqualificata a uso agricolo e residenziale su cr. Grosseto e Molise. ( all'interno una scritta su meridiana :"  il tempo
      passa, la morte viene, l' eternitł ci aspetta " e ancora " Come l'ombra la vita fugge " fece Fiocchetti ╔╔.aprile 1853 -
Le Vallette via delle Pervinche,cr.Ferrara 1400 1443,contratto di permuta fra il comune di Torino e il sig. Gabriello Borgesio; 1587 la grangia viene ceduta a Rucia da Germano della Rivera. 1634 Carlo 
      Fonci vende la cascina a Onorato Claretta per 7800 lire. Nel 1642 Claretta acquista il feudo di Gassino e conserva le Vallette per quasi due secoli. Nel 1816
      passa ai Savoia a Marianna d'Asburgo che la vende a Carlo de Filippis cosô verrł chiamata " cascina Regia". 1860 a Alessandro Franchi Verrey che la  
      trasforma in piantagione di gelsi. Alla morte passa alla contessa Rissetti. Demolizioni stalla e varie per fare la strada, oggi attivitł agricola di ortaggi,fiori.
Il Barolo strada Altessano 164 1625 gił di proprietł di Sigismondo d'Este da Madama Cremieux la cascina. 1714 acquisto del marchese Ottavio Provana di Druent,gił propr. della Panatera. Fa 
      costruire la cascina e palazzo Barolo a Torino.La figlia Elena Matilde sposa il march. Gerolamo Falletti di Barolo. 1831 la cascina viene venduta alle dame 
      del Sacro Cuore. Tra il 1840 e il 1935 varie demolizioni e trasformazioni. Oggi ben conservata adibita a deposito. 
Il Borsello strada Altessano 110 1600 Denominata nel 1762 " le Cł di Dont.co del Bosco " 1790  censita come propr. di Borsello e Dalmazzo. Ampliamenti nel 1840. 1970 propr. i Beruti.
La Brusł via della Brusł 10 1623 Il nome o deriva dalla famiglia Brusatta proprietaria della cascina oppure dal fatto che durante l'assedio venne bruciata dalle cannonate francesi. 1713 gił di 
      propr. del priore di Osasco passa a Carlo Taschero - 1790 il Grossi la censita alla mensa arcivescovile di Torino,dell'abbate Guglielmo Tholosan. 1804 dal
      catasto napoleonico risulta del comm. Cossato.- 1935  la brusł viene divisa in due per aprire via Viterbo - Oggi privata ed in cattivo stato di manutenzione.
Casa Gilardoni Sondrio via della Brusł 6, via Stradella 1600 Nella carta del Sevalle ( 1683 ) e denominata "Osteria di Mastro Antonio" situata sulla strada di Druento. 1762 diventa"cascina Seraffino" di Giacomo Antonio.
      1764 la vedova si risposa con l'avvoc. Giś Domenico Gilardone Sondrio, e ospita una filatura. 1820 passa la proprietł al notaio Carlo Cavalli (nella cascina 
      esistono:fabbroferraio,cordaro,falegname,zoccolaio,oste, e ospita un terzo degli abitanti della Madonna di Campagna) 1820 censita come "Cascina Cavallo "
      1840 Ć di Guglielmino e Gramaglia. Ampliamenti, poi diverse demolizioni nel corso del tempo e della parte vecchia Ć in corso il recupero. 
La Fossata via Fossata 123 1683 Rilevata dal misuratore e estimatore Tommaso Sevalle. La denominazione deriva forse dalla Margherita Cassandra Fossata proprietaria. 1701 venduta a 
      Tommaso Lorenzo Bernero. Diventa fortilizio durante l'assedio. Nuovo acquisto con ingrandimento dell'area 1711 fatto dal Bernero. 1758 annessione della  
      Cappella Santa Croce. 1774 vendita da Paolo Bernero a Benedetto Maurizio di Savoia, la cascina diventa borgo rurale. 1820 propr. Re Carlo Felice - poi 
      nel 1840 si rileva la nuova proprietaria la regina Maria Cristina,alla sua morte passa tutto ai Carignano,e 1854 al principe Tommaso di Savoia duca di Genova.
La Ranotta cr. Grosseto,via Ala stura 1488 L'esistenza di una grangia di proprietł della famiglia Ranotti. Estimo del 1510 esiste la presenza di una cascina, e di una coltivazione d'uva.Presente un membro 
       della famiglia nel 1700, Ottavio Ranotto capitano. Metł 700' passa ai conti Coardi di Carpeneto,poi ai Vallese al conte Alessandro, 1840 alla moglie Vallese.
      Modifiche apportate nel XIX sec. Nuove costruzioni e abbattimenti. 1974 costruzione di capannoni,uso residenza e officina. Oggi mediocre stato di conservaz.
Pan e vin via Fossata 4 1600 Cascina con casino e cappella, di propr. Del Decurione e tesoriere Carlo Giuseppe Fantoni. Ampliamento nel 1805,e nel 1820 risulta dei fratelli Fantoni Pio e
      Lorenzo. Rimane agli eredi fino al 1880 acquistati poi da fratelli Isaia ed Emilio Momigliano. Oggi visibili solo su via Fossata, mentre le stalle sono abitazioni
Il BrunĆ via Cherubini 77 1600 1706 Ć sotto il nome di " Pietro Brunero" viene occupata dai francesi. 1790 di proprietł dell'avv. BrunĆ,poi passa dell'abbate di Demonte, 1820 censita dal
      Gatti al sig. Gaspare Borla passa poi nel 1836 a Francesco Gallizio,quindi diversi passaggi ereditari e ai primi 900' alla famiglia Pelassa fino al 2004.
La Florita cr. Vercelli 141 1600 La piŁ bella e la piŁ ricca di Torino "la Florita o la Marchesa"- Tra il XVI e il XVII i terreni tra il Villaretto e le Cascinette erano del marchese Wilcardel
      de Fleury della Piccardia. 1677 Cristina Carlotta compra la Florita dal fratello Franco. Comprendeva: scuderia,due stalle,fienile,pozzo,pollaio,granaio,forno.
      Ristrutturazione nel 1700 dall'ing. Falconetto. 1705 il figlio di Carlotta,Carlo Alberto diventa proprietario.Gravi danni durante l'assedio. 1778 muore il march. 
      Guido Maurizio senza eredi il feudo passa a Anna Vittoria che sposa Paolo Coardi di Carpenetto. 1801 Paolo Coardi vende all'avv. Luigi Colla - Il Grossi 
      descrive la grandiositł della cascina la Marchesa in questo periodo.1831 il Colla vende all'avv. Vitale Giulio,1889 inizia il frazionamento della struttura con 
      vendite al demanio per la ferrovia. 1920 divisa tra i fratelli Bosio e Boravicchio. 1978 il Comune inizia l'opera di restauro,oggi diventa biblioteca civica -
La Generala cr. Unione Sovietica 327 1683 Le terre erano del cav. Emanuele Filiberto Panealbo. 1649 l'acquisto da parte di Giovan Battista Truchi.1673 il Truchi diventa barone e costruisce la villa. 
      La famiglia Truchi conservś i terreni e la Generala fino al 1775, poi Ignazio Truchi di Levaldigi vendette la villa e tenne solamente il rustico. 1790 il Grossi 
      descrive: il rustico al Levaldigi e il civile che si chiama Manzolina a Teologo Manzolino.1801 la Generala passa all'ospedale san Giovanni,1817 ricovero per
      malattie contagiose. 1818 laboratorio per l'indaco dirett. Antonio Giobert; 1839 ritiro per donne di malaffare ed in seguito penitenziario giovanile.
Il Majna o Riccardi  str. Basse Lingotto,via Duino 1700 Censita al Majna nelle basse del Lingotto dal Grosso nel 1790. Dopo poco tempo Ć censita al Felice Riccardi. 1820 viene chiamata " cascina Riccardi" - La 
      cascina cosô composta da casa civile e rustico,con forno, continuerł con gli eredi dei Riccardi. - 1974 subisce demolizioni e restauri.
La Juva  via Passo Buole 60 1500 Dalle carte risulta parte del castello del Lingotto ( 1674 ) Nel 1791 il catasto del grossi rileva il complesso del Lingotto come un piccolo borgo d'un feudo, e
      oltre la cascina rileva una chiesa con case ed attribuisce la proprietł al conte di Levaldigi. Altre planimetrie sono del 1805,1820 e 1840. Nel 1901 la proprietł
      passa alla famiglia Juva che la mantiene per 6 anni.e nel 17 passa al demanio.Bombardata nel 1943 oggi privatizzata e ristrutturata .
SANGONE       
La Bellezia strada del Portone 905 1600 Dal nome del sindaco di Torino Gian Francesco Bellezia.,alla sua morte eredita la figlia Anna Taddea sposa di Giovanni Piossasco conte di None. Dal Grossi 
      1792, il complesso Ć formato da villa,cascina,giardino. Subisce bombardamento nel 1943,si trova sulla strada da Orbassano avanti la chiesa del Gerbo.
Castello del Drosso str. Castello del Drosso 1100 Antico  insediamento rurale cistercense sulle rive del Sangone,alle dipendenze dell'abbazia di Staffarda. Poi dei vescovi di Torino,nel 1334 passś ai Gorzani
      quindi alla famiglia dei Vagnone di Trofarello e sul finire del 300' che questa la rinforzo trasformandolo in castello turrito. 1496 viene diviso tra quattro
      famiglie: Maletti,Scavarelli,Belli,Malingri,e Biandrate di san Giorgio.- ,fino al 1539 quando passa al conte Guglielmo Gromis di Trana. Durante l'assedio 
      1706 diventa un punto di difesa della cittł. Nel 1943 occupato dal comando tedesco, oggi sotto padronanza dei Gromis.
Cassotti -  la Balbo str. Castello Mirafiori 1632 Nei pressi del borgo di Mirafiori. Nel 1632 dal catasto del cap. Cristoforo Elia ,riporta diversi edifici con la chiesa della Visitazione e la cascina col nome
      " Cassina del Mantoan". 1790 il Grossi la censisce come cascina di proprietł del conte di Saluzzo. Poi i Cassotti scelgono questo edificio perchÄ situato sulla 
      strada di Vigone loro paese d'origine. Carlo Cassotti conte di casalgrasso ebbe 8 figli dalla moglie Bona Mazzetti di Frinco,ereditano Matilde e Gerolama -
La Lagrange o Grangia cr. Unione Sovietica 560 1571 Luchino Darmelo ottiene in affidamento la grangia  dal Capitolo di S. Giovanni. 1632 l'ing. Cristoforo Elia rileva l'edificio come"Cassina delli Canonici" - 
      La chiusura della corte avviene tra il 1690 e 91 - 1790  diventa " Cascina di san Giovanni " 1820 catasto del Grossi avviene un ampliamento con costruzione 
       di stalle. Bombardata nel 1943 ripristinata nel 1945 riqualificata in forme moderne nel 2000 -
La Nuova   ( Berte ) cr. Unione Sovietica 502 1500 Costruzione della Cappella dei Cantori, cascina di proprietł del Capitolo Metropolitano di Torino. 1700 - demolizione per fare la strada di Stupinigi. 1754 
      costruzione di una nuova cascina " cascina nuova"progetto arch.Giovanni Prunotto di Guarene. 1820 catasto napoleonico diventa " la ferme du Chapitre de 
      Saint Jean " 1820 diventa " cascina Gioberti" - 1858 passa ai figli di Rosa Vercellana ,Maria e Emanuele Guerrieri, che diverrł nel 1881 proprietario unico
      col titolo di conte di Mirafiori e Fontanafredda. Agli inizi del 900' viene costruito il nuovo ippodromo e alcune cascina come la " Nuova" diventano stalle.
      Sinistrata durante i bombardamenti,oggi proprietł privata medio stato conservazione,deposito agricolo .
Castello Mirafiori  str. Castello Mirafiori 140 1585 Nei pressi del Sangone,Jacopo di Savoia - Nemours acquista nel 1581 da Emanuele Filiberto Pingone la tenuta della Spinetta e costruisce la villa"Pellegrina"
      Quattro anni dopo passa al duca Carlo Emanuele I che lo dona alla moglie Caterina d'Asburgo figlia di Filippo di Spagna. In onore alle origini prende il nome
      "Miraflores" (guarda i fiori) 1627 si devia il Sangone per fare spazio al parco. 1636 dimora di Maria Cristina. Bombardata dall'esercito francese nel 1640 
      durante la guerra di successione,inizia il lento declino. 1741 diventa una manifattura di tabacchi, 1753 passa all'Ordine di Santi Martiri e Lazzaro. - Nel 1866
      viene ceduta a Rosa Vercellana. Il castello in pessime condizioni causa anche inondazioni del Sangone viene demolito a fine secolo.