Atlante di Torino


 


 



I balli dei "vecchi" torinesi

Il ballo è gradito divertimento dei Torinesi. Nel carnevale sono frequentissimi i veglioni in maschera del teatro Scribe, e quelli dei teatri Rossini, Gerbino e Vittorio Emanuele, a cui sopraintendono le Società umoristiche della Pipa, dei figli di Gianduja, e dei Buontemponi.

La beneficenza poi ha saputo introdursi anche nei balli, e trarne profitto a sollievo dei miseri.
Un magnifico ballo da parecchi anni ha luogo nel Teatro Regio a vantaggio del Regio Ricovero de' mendici e della Società delle scuole infantili, ed esso produce sempre dodici o quindici mila lire di benefizio.

Sontuosissimi balli vengono dati in carnevale dall'Accademia Filarmonica, dal Circolo degli Artisti, e da famiglie patrizie, e balli moderati, ma forse più giulivi, nelle case dei popolani.

Nella stagione estiva non mancano i balli campestri nei borghi della Crocetta, della Madonna del Pilone, della Tesoriera e in altri luoghi del suburbio, dove al suono dell'organetto o di piccole bande musicali si balla la monferrina, la ridda o la furlana.

Nel giorno della festa di S. Giacomo ha luogo il ballo dei pescatori del borgo Po, il quale è preceduto dalla gettata dei pesci nel fiume. Gli abbà della festa, sopra une barca adorna di drappi e di bandiere, si recano prima alla chiesa di San Lazzaro per far benedire una ventina di pesci vivi raccolti in una tinozza.
Tornati alla barca si portano in mezzo al fiume e qui tra una infinità di barchette, pure parate a festa, gettano i pesci nell'acque legati uno per uno ad un roseo nastro.
I giovani pescatori si gittano nudi nel fiume, e ll primo che riesce a catturarne uno è proclamato re della festa, ed apre poi il ballo solenne.

Pietro Baricco - [1869]

Vedi le immagini dei costumi del Carnevale 1886